Tag Archivio per: 32viadeibirrai

32 Via dei Birrai: Il Decimo Appuntamento con la Storia e la Curiosità

32 Via dei Birrai: Il Decimo Appuntamento con la Storia e la Curiosità

Siamo giunti al decimo, e per ora conclusivo, appuntamento del nostro viaggio alla scoperta dei migliori birrifici italiani. E quale modo migliore per chiudere questa fase se non con un’intervista a un pioniere? Oggi ti portiamo a conoscere 32 Via dei Birrai, un’azienda che non è solo sinonimo di longevità, ma anche di un approccio filosofico e profondamente artigianale alla birra.

Abbiamo incontrato il birraio e titolare, Fabiano, in un luogo incantevole: tra le province di Treviso e Belluno, vicino al fiume Piave e al Monte Grappa, una zona benedetta da acque sorgive perfette per la produzione di birra.

Un incontro destinato: l’approccio alla Birra Artigianale

Per l’intervistatore, l’incontro con 32 Via dei Birrai è stato un vero e proprio battesimo nel mondo craft.

“32 Via dei Birrai è stato il mio modo di approcciarmi per la prima volta alla birra artigianale, perché era la birra che c’era nella pizzeria dove a livello adolescenziale si andava a fare festa…”

Una storia che sottolinea come il marchio, fin da subito, abbia saputo inserirsi nella quotidianità conviviale degli italiani, distinguendosi per qualità in contesti inaspettati.

L’avventura di Fabiano nel mondo brassicolo inizia ben prima della fondazione del birrificio. Mosso da una passione viscerale ereditata dai nonni (uno belga, l’altro italiano, entrambi grandi estimatori di birra), il percorso formativo lo ha portato a studiare, avviare piccoli birrifici e a collaborare fin dal 1997 con la malteria Weyermann.

Il birrificio 32 Via dei Birrai nasce intorno al 2006 dalla collaborazione di Fabiano, Loreno e Bano, uniti da esperienze passate e dalla volontà di continuare a fare birra di qualità.

Il Nome: Tra Legenda e Realtà

Una curiosità: 32 Via dei Birrai è un indirizzo inventato, un omaggio alle vie della birra che si trovano in città storiche come Bruxelles (Rue des Brasseurs) o Londra (Brewer Street).

  • 32: è la classe merceologica di birre e bevande, individuata dal grafico che ha creato il marchio.

  • Via dei Birrai: è l’indicazione aggiunta per dare un chiaro riferimento al consumatore.

Filosofia Produttiva: Curiosità e Sostegno Locale

Qual era l’obiettivo del birrificio nel 2006? Portare qualcosa di nuovo e di diverso rispetto al panorama del tempo, dominato da etichette “spente” e poche tipologie. La risposta di 32 Via dei Birrai è stata: entusiasmo, vita, divertimento, passione, ma soprattutto birra fatta per le persone curiose.

Slow Brewing: Un Impegno a 360°

32 Via dei Birrai è stato tra i primi in Italia ad abbracciare il movimento Slow Brewing, una certificazione che va ben oltre la lentezza del processo produttivo.

  • Qualità e Prodotto: Promuove la vicinanza del birraio al suo prodotto.

  • Etica: Include il buon comportamento del titolare nei confronti dei suoi dipendenti.

  • Ingredienti: Prevede il divieto di utilizzo di determinate sostanze, agendo come una prima cernita sui fornitori.

  • Miglioramento Continuo: Attraverso audit annuali da parte di figure esperte come August Gresser, l’associazione spinge al miglioramento costante delle strutture e dei processi.

Per Fabiano, la vera artigianalità è legata al territorio e al sostegno locale. Egli lamenta come in Italia manchi ancora il sostegno della gente del posto verso i birrifici locali, un senso di comunità che è invece consolidato in Belgio o in Baviera. L’obiettivo è chiaro:

“Se compri meno vestiti made in China, se non compri parmesan fatto in Germania… avremmo fatto veramente un salto all’insù. Questa è la mia visione dell’artigianalità.”

Il birrificio compra il 100% dei fornitori italiani, con l’unica eccezione di una macchina francese per l’imbottigliamento.

La Cristallizzazione Sensibile: Oltre l’Analisi Classica

 

Per assicurare e certificare la genuinità del loro prodotto, 32 Via dei Birrai utilizza un metodo di analisi alternativo e affascinante: la Cristallizzazione Sensibile.

Questo metodo non convenzionale, utilizzato anche in ambito medico e per i grandi vini francesi, permette di:

  1. Controllare lo stato di un qualcosa di organico (come la birra).

  2. Valutare la vicinanza della birra all’orzo di partenza, capendo quanto il processo produttivo ha denaturato o esaltato la materia prima.

  3. Testare nuove attrezzature, verificando se una pompa o un componente danneggia il prodotto.

L’analisi produce la formazione di aghi a temperatura e umidità controllata, e l’immagine risultante viene interpretata con atlanti e software specifici. Per 32 Via dei Birrai, è un riferimento di ultra-qualità, l’unica analisi che permette di dire se una birra è veramente artigianale.

Formati e Tendenze: Il Ruolo della Birra a Tavola

32 Via dei Birrai è celebre per i suoi formati generosi, in particolare la bottiglia da 75 cl e il Magnum da 1,5 L, che richiamano il mondo del vino e rafforzano la vocazione della birra a stare a tavola.

  • 75 cl: Nasce per il consumo a casa, venduta in gastronomie e rosticcerie, pensata per essere una birra da occasione (un buon voto, un compleanno, una cena con amici).

  • Magnum: È il formato di eccellenza per festeggiare e per i regali aziendali.

Fabiano e il suo team sono in sintonia con l’evoluzione del mercato e stanno ampliando l’offerta del formato da mezzo litro per rispondere alle esigenze economiche dei consumatori al ristorante.

Progetto Eraclea: L’Ambita e l’Ultra-Qualità Italiana

Per il progetto con Verran, 32 Via dei Birrai non ha creato una ricetta ex novo, ma ha puntato sul prodotto che da anni incarna il loro legame con il territorio e la qualità: Ambita.

Ambita è una birra che utilizza il Malto Eraclea (orzo coltivato in Veneto) al 100% come malto base. Questo malto è stato scelto non solo per la territorialità, ma anche per gli eccezionali risultati ottenuti con la Cristallizzazione Sensibile e per le sue qualità organolettiche che conferiscono note di miele d’acacia, crosta e mollica di pane.

Ambita è una birra monolupolo (con il luppolo Brewers Gold) e nasce con una chiara missione:

“Noi vogliamo che gli italiani bevano italiano. Noi vorremmo che i turisti… invece di bere una birra che inizia con la P, bevessero un’Ambita con la bandiera italiana che è al 100% italiana.”

Domande Critiche: L’omologazione e i trend di mercato

Incalzato sulla questione dell’eccessiva omologazione degli stili e la rincorsa ai trend, Fabiano ha espresso una visione lucida e pragmatica:

  • Stili e Linguaggio: Il birrificio evita l’uso dell’inglese sulle etichette perché la birra è destinata agli italiani, abituati alla distinzione “bionda, rossa, IPA”. Le loro birre sono un mix di tre culture (UK, Germania, Belgio), e non seguono stili precisi, ma l’interpretazione del birraio.

  • Trend vs. Reale Mercato: Fabiano è convinto che inseguire i trend (come le IBU estreme o le birre ultra-acidi) allontani dal consumatore medio che vuole semplicemente una birra piacevole da bere in compagnia. Il mercato dei “fanatici” è una nicchia che non si scontra con la realtà.

  • Innovazione: Nonostante una percezione di staticità, 32 Via dei Birrai è in costante evoluzione. Lo dimostra l’ampliamento dei formati da mezzo litro e l’annuncio, pieno di suspense, di un nuovo formato in arrivo a Beer&Food Attraction 2026 a Rimini, che mira ad “accedere a nuove situazioni di consumo.”

L’intervista con Fabiano è stata un’immersione non solo nella birra, ma in una filosofia di vita e di lavoro che parla di persone, sostenibilità locale, curiosità e costante ricerca della qualità.

La birra è passione, la birra è persone, la birra è interesse nel portare a te un prodotto che sia buono. Un invito, quindi, a incuriosirsi e a spaziare nel mondo artigianale.