Birrificio Elvo: Dove l’Acqua Pura e l’Anima Funk Creano Lager d’eccellenza
Elvo: Dove l’Acqua Pura e l’Anima Funk Creano Lagers d’Eccellenza
C’è un luogo in Italia dove l’acqua è così leggera e pura da essere imbottigliata e celebrata in tutta Europa. È la Valle dell’Elvo, un angolo di Piemonte che custodisce un tesoro naturale. Ed è proprio qui, a Graglia, che un ex ingegnere del suono, con un passato tra gli studi di registrazione e i pub inglesi, ha deciso di piantare le radici e dare vita a un progetto brassicolo unico. Signore e signori, benvenuti al Birrificio Elvo, dove la birra non è solo una bevanda, ma un’ espressione di storia, umanità e ritmo.
Abbiamo incontrato Josif, la mente e il cuore di Elvo, per farci raccontare la sua storia, una storia che intreccia musica, famiglia e una passione viscerale per le lager fatte senza compromessi.
Dalle Onde Sonore alle Onde della Birra: La Svolta di Josif
La vita di Josif non è sempre stata scandita dai tempi di ammostamento e fermentazione. Per anni, il suo mondo è stato fatto di mixer, frequenze e artisti. Come sound engineer, ha viaggiato per 8-10 mesi all’anno, costruendo studi di registrazione e vivendo la musica dall’altra parte del vetro. Un lavoro artistico, tecnico, che richiedeva precisione e sensibilità. Ma è stato un evento a cambiargli la vita: la nascita di sua figlia.
<<Quando è nata mia figlia>> ci racconta Josif <<ho deciso di trovare un piano B che mi permettesse di passare più tempo con la famiglia. Aprire un birrificio significa dire piantare le radici>>. La scelta è caduta sulla birra, una passione coltivata negli anni, soprattutto durante il suo soggiorno in Inghilterra. “Ho vissuto il pub inglese con tutte le sue cose più belle: la convivialità, il clima che c’è all’interno. Ho capito che questa bevanda avesse non solo qualità organolettiche, ma anche qualità sociali”.
A questa esperienza si sono unite le sue radici sul Lago di Garda, dove fin da giovane ha apprezzato il mondo delle lager tedesche. L’intuizione geniale è stata unire questi mondi e sfruttare la risorsa più preziosa del luogo: l’acqua. “La mia intuizione è stata quella di dire: ‘Proviamo a fare delle lager fatte bene, senza compromessi, con quest’acqua che è l’ideale per fare questo tipo di stili birrari'”. Nel 2013, il progetto Elvo era nato.
La Filosofia Elvo: Umanità, Pulizia e Ritmo
Una delle cose che più colpisce di Josif è il suo approccio umano alla produzione. Non proviene dal mondo dell’homebrewing; si è formato subito come professionista, ma il suo mentore gli ha insegnato qualcosa di fondamentale: “Mi ha insegnato, più che a livello tecnico, a livello umano, come bisogna affrontare questo lavoro”.
Per Josif, la birra è come la musica. “Nella musica si trasmette quello che è il valore umano dell’artista. E nella birra, secondo me, è la stessa identica cosa. Si trasmette il valore umano delle persone che la creano”. Questo pensiero è la chiave di lettura per capire ogni singola birra che esce dal birrificio.
Abbiamo chiesto a Josif di descrivere il suo stile in tre parole. La sua risposta è stata immediata e precisa: “Pulito, beverino e classico”. Questo è Elvo. Birre che non urlano, ma che conquistano con l’eleganza, l’equilibrio e una qualità indiscutibile, garantita anche dalla collaborazione storica con Weyermann e dal progetto Eraclea, il malto 100% italiano che Josif utilizza con maestria, tanto da rendere alcune sue birre, come la Helles, prodotte interamente con questo cereale.
Le Birre Iconiche: Un Viaggio tra Pils, Schwarz e Doppelbock
Se volete conoscere l’anima di Elvo, ci sono due birre da cui non potete prescindere.
- La Pils: “La nostra birra più iconica,” afferma Josif. “È la birra che valorizza di più il nostro terroir, la nostra acqua. Difficilmente con un’acqua diversa si riuscirebbe a fare un prodotto così fine, così elegante”.
- La Schwarz: Definitiva da lui come la “nostra Pils nera”, è una birra scura che mantiene la stessa incredibile bevibilità della sorella chiara, un piccolo capolavoro di equilibrio tra le note tostate e la freschezza.
Ma è stata un’altra birra a lanciare Elvo nell’olimpo dei birrifici italiani: la Doppelbock. Nata come birra di Natale, dopo soli sei mesi dall’apertura ha vinto una medaglia d’oro a Birra dell’Anno. “Questo oro ci ha permesso di dire a tutti: ‘Ecco, è arrivato Elvo’. Ci siamo presentati bene”.
Se Elvo Fosse una Band? Suonerebbe Funk!
Il passato di Josif non è un semplice aneddoto, ma un elemento che permea l’identità del birrificio. Quando gli abbiamo chiesto che musica suonerebbe Elvo, i suoi occhi si sono illuminati. “Sono nero dentro,” ci confessa, “un grande amante del jazz, del funk, del blues”. Per lui, il periodo d’oro della musica va dal 1960 al 1976.
E se dovesse scegliere un artista? “Sly and the Family Stone”, un tributo a uno dei suoi idoli. “Elvo come sottofondo musicale ha sempre un bel fanchettone che viaggia con una bella chitarra sincopata”. Non è un caso che alcune delle sue creazioni più originali portino nomi di band e musicisti a lui cari, come la Mandril o la Herby, dedicata al grande Herbie Hancock.
Il Futuro è Agricolo e Collaborativo
Oggi, dopo quasi 12 anni di attività, Elvo non si ferma. Il prossimo passo è diventare un birrificio agricolo, producendo in proprio non solo il malto, grazie alla collaborazione con il progetto Eraclea, ma anche il luppolo di montagna. Un ritorno alla terra per chiudere il cerchio, per controllare ogni singolo anello della catena produttiva.
Josif ci lascia con una riflessione importante sul mondo della birra artigianale in Italia: la necessità di un contatto diretto con il consumatore per educarlo alla qualità. “Purtroppo birra artigianale non è sinonimo di birra di qualità. La birra si divide in due grosse categorie: la birra buona e quella cattiva”. Attraverso i suoi locali, le degustazioni e le visite in birrificio, Josif combatte ogni giorno per far crescere la consapevolezza.
La sua ricetta è semplice: passione, competenza e un’incrollabile fede nel valore umano. Perché, come dice lui, “la vita è troppo breve per bere male”. E dopo aver assaggiato le sue birre, non potremmo essere più d’accordo.







